Angri, le cartoline che raccontano la città e diventano un “tesoro”

JeanFranck Parlati

Angri, le cartoline che raccontano la città e diventano un “tesoro”

Un tempo le cartoline erano comuni nelle edicole, nei bar e nelle tabaccherie, ma poi sono gradualmente scomparse, forse a causa delle nuove tecnologie, e la comunicazione ha assunto altre forme più dirette.

Comunque è un modo semplice per inviare saluti, auguri, è un modo per esprimere amore e gratitudine, ed è sicuramente bello vedere nella cassetta della posta i colori inconfondibili di una cartolina illustrata.
In questa pagina ripercorreremo le varie epoche attraverso le foto che hanno immortalato i nostri ricordi di Angri, noteremo anche quelle cose impercettibili che diventano evidenti e importanti solo nelle foto di quell'epoca, sembra solo ieri, ma ormai parliamo di un secolo fa.
Ero curioso di sapere come fosse la mia città agli inizi del 1900 e qualche anno fa, nel 1995, dopo la scomparsa di mio padre Luigi, ho scoperto nella libreria di casa, una pubblicazione del libro di Gaetano Marra "San Giovanni Vecchio", ( Storia, leggende, tradizioni, folklore di Angri), stampato nel 1971 dalla Tipokart Cav. Carlo Contieri ed al suo interno due cartoline di Angri.

Prima pubblicazione del libro di Gaetano Marra "San Giovanni Vecchio",
(Storia, leggende, tradizioni, folklore di Angri), 1971

Oggi l’unica prova di questo opuscolo  che Marra regalò a mio padre (come amico e cliente), è la mancanza di un autografo, e non ho idea di cosa abbia spinto mio padre a conservare quelle tre cartoline.
Qualche anno dopo, questa curiosità ha alimentato la mia passione per il collezionismo, e successivamente ho raccolto importanti documenti cartacei, molte vecchie cartoline e le fotografie di Angri.
Gli anni che si sono succeduti nella storia della mia città sono gli anni più affascinanti con tante attività fiorenti, ma che oggi sono svanite neanche rimpiazzate!

Questa carrellata  di cartoline racconta la storia di Angri e i cambiamenti che ha vissuto nel corso degli anni, di cui i suoi cittadini sono spettatori e protagonisti.
Eppure quando gli occhi dei nostri predecessori si riposavano per ore tra le pagine di un libro o davanti a una fotografia in un cassetto o a una cartolina spesso ingiallita o sbiadita, mi convincevo che quella fosse l'unica testimonianza 
di un luogo che mostrava chi era quello che ci è rimasto, è un discreto messaggio d'amore, un gesto di amicizia, un saluto garbato.

Le cartoline stimolano la fantasia e allo stesso tempo rappresentano la memoria storica di una città e di un paese e rispecchiano i tempi, immortalando i luoghi caratteristici di una città.
Tutti hanno dato  voce e scritto di un luogo, una piazza, una chiesa, un edificio, una strada, una storia, un'emozione, il tutto intrecciato con il contesto della città, e tutto si trasforma in uno spazio di memoria.
Sembrava una dichiarazione d'amore per Angri, per chi è venuto, per chi è partito, per chi l'ha amata, e anche per chi l'ha odiata in primis ha interpretato molti ruoli, sempre in bilico tra presente e passato.
"Angri" è fatto di tanti strati, ogni storia è parte del mosaico che contribuisce a crearla, perché "Angri" non è "Angri" come dicono alcuni, ma è l'intreccio di un gruppo di persone e il rapporto tra persone.
La connessione si interrompe dove esiste.

LA PRIMA CARTOLINA ANGRESE

Parto dal presupposto che dobbiamo tanto alla Cartolibreria in questione, dalle mie accurate (ma non definitive) ricerche, la prima cartolina sia nata ad Angri nel 1908, per volere della Cartolibreria Pietro Trani.

Infatti, durante le ricerche ho potuto confrontare con altre cartoline in mio possesso, che riportano questa dicitura: Edizione Pietro Trani.

La foto che mi ha incuriosito oltre alle altre della mia collezione, fu notata alcuni anni fa nel corso della classica catalogazione, non avevo mai fatto caso alla descrizione di questo particolare che si leggesse: Chiesa di San Giovanni e Cartoleria Trani, un po’ animata, termine usato dove ci sono persone immortalate in quello scatto che racchiude anche la dimensione standard 9,0x 14,0 cm.  

Cartolina Edizioni Pietro Trani 1908. Trani fu lo spin off per altri che seguirono a ruota


  1. Edizioni Tipokart Carlo Contieri – Cartolibreria / 32 cartoline – 2 colore
  2. Edizione Paolo Fiore - Cartolibreria – Merceria / 22 cartoline 
  3. Edizione De Angelis Gerardo Riv. N° 4 / 16 cartoline – 2 colore
  4. Edizioni Pietro Trani / 6 cartoline 
  5. Edizioni Francesco Alfano / 6 cartoline
  6. Cartoline Raffigurante Santo Alfonso Maria Fusco / 5 cartoline    
  7. Edizioni Spinelli – Napoli / 4 cartoline 
  8. Edizioni Tabaccheria Lucrezia Francese / 2 cartoline    
  9. Edizione Ragozino – Napoli / 1 cartolina    
  10. Edizioni G. Orlando - / 1 cartolina    
  11. Fiore Massimo - / 1 cartolina    
  12. King Service - / 1 cartolina    
  13. Editore Rettore – Sac. Francesco Caputo – Bagni / 1 cartolina
  14. 12 cartoline senza Nominativo
  15. Edizioni Giovanni La Mura – Riv N°4 /  
  16. Tabaccheria Gennaro Maria Duro / 4 cartoline 

La cartolina è stato un mezzo di comunicazione che ha sempre avuto un fascino intenso, capace infatti di veicolare emozioni e sentimenti e di creare un piacevole effetto sorpresa nel destinatario.

Proprio per questo motivo parlare di una collezione di cartoline soprattutto della mia città è emozionante. 

La cartolina postale viene presto adottata anche da altri stati tra cui l’Italia solo cinque anni dopo - R.D. n. 1442 del 23 giugno 1873 - emissione 1º gennaio 1874 – al costo di 10 centesimi e poi 20 centesimi.

I paesi e i piccoli centri cittadini non hanno invece beneficiato subito di queste emissioni.
Sulle cartoline era abitualmente riportato, come avviene ancora oggi, il loro nome e cognome preceduto da " Ed. " diventando così in senso lato, gli " editori locali "; davanti a questa dicitura vi è un numero che individua il cliché della cartolina.

Le prime cartoline illustrate autorizzate dal Governo, furono realizzate dall'editore Danesi di Roma, e raffiguravano solo monumenti o scorci panoramici delle più importanti città d'Italia.
Danesi distribuì dal 1887 nel suo negozio di biancheria, cartoline postali con al verso applicata una striscia di carta con tre piccole vedute di Amalfi, Napoli e Capri.

Una rara cartolina dell' Editore Danesi di Roma

Il formato cambiò diverse volte nel corso degli anni (dal 1910 al 1990) ci furono parecchie edizioni di cartoline pubblicate dalle rivendite, riunite in società per poter usufruire dello stesso tipo di cartoncino per personalizzare a mezzo stampa le proprie cartoline.

Un cartoncino color avorio, formato 85x122 mm, interamente bianco sul lato destinato al messaggio, l'altro lato riporta a stampa l'immagine di un francobollo.
Il sesto Congresso U.P.U., tenutosi a Roma nel 1906, riconosce la validità internazionale del "divided back" con effetto 1º Ottobre 1907.
Per sfruttare immediatamente i vantaggi di questa normativa, alcuni editori sovrastampano le loro scorte di cartoline come nell'esempio in figura: le due barre verticali dividono la zona per l'indirizzo dall'area per il testo.

Spesso la ricchezza di questa documentazione consente di percepire e apprezzare la situazione abitativa e, in parte commerciale, secondo i gusti e le inclinazioni dei fotografi molti provenivano dalla città di Napoli, alcune case editrici di cartoline dell’epoca curavano forse più la parte tecnica che quella folcloristica; infatti, sicuramente, viene meno la identificazione della gente (spesso scarsa e anonima), ritratta, a volte in posa, nelle vecchie vie e tra le vecchie case dei paesi.
Comunque questo materiale è molto utile per ricostruire e ricordare il passato quanto per capire il presente, anche da un punto di vista della memoria e dello sviluppo urbanistico.

Vecchie, belle abitudini che resistono al tempo, il fascino della vecchia cartolina rimane uno scorcio di panorama marino o montano, un monumento, un angolo di città con la semplice didascalia: “Saliti da…”. Nostalgia canaglia.

Angri, rara cartolina dell’Editore Pietro Trani, Palazzo Doria

C’è posto per tutti, e ognuno costruisce la propria mappa di navigazione. E infine un consiglio: tornare a guardare la nostra Angri con gli occhi rivolti all’insù, per riscoprire la sua bellezza.

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