Angri: Ferdinando e Sarchiapone, l’Acquaiolo di Castellammare

JeanFranck Parlati

Angri: Ferdinando e Sarchiapone, l’Acquaiolo di Castellammare

Ferdinando, l’acquaiolo di Castellammare di Stabia, è stato l'ultimo, per quanti lo abbiano conosciuto, l’"Highlander" di un mestiere antichissimo e pieno di fascino. Ogni giorno partiva da Castellammare con il suo carretto coperto da pezzi di ghiaccio, giare di terracotta e vecchie bottiglie verdi, accompagnato dal suo "ciucciariello" vizioso di nome Sarchiapone.

Le sue bottiglie offrivano un refrigerio prezioso nelle calde giornate d’estate. C’era l’imbarazzo della scelta: Acqua Sulfurea Carbonica, Acqua Sulfurea, Acqua Magnesia, Acqua del Muraglione, Acqua Acidula, Acqua Media, Acqua S. Vincenzo, Acqua Ferrata, Acqua Acetosella di Stabia, Acqua Sulfurea Ferrata delle fonti stabiane.
Tutte queste acque sgorgavano dalle 28 fonti termali di Castellammare, considerate sin dall'antichità una risorsa fondamentale per la città. Addirittura gli antichi romani le ritenevano miracolose e furono amate da tutti i sovrani napoletani. Ferdinando, con cura, le selezionava ogni giorno fino a riempire le sue bottiglie.

Una tabella delle acque dalle fonti termali con le loro caratteristiche:

  • Acque cloruro-sodiche ipotoniche: Muraglione, San Vincenzo, Magnesiaca, Media
  • Acque cloruro-sodiche lievemente ipotoniche e sulfuree (Stabia, Carbonica e Sulfurea)
  • Acque ferruginose-carboniche e bicarbonato-calciche (Ferrata)
  • Acque bicarbonato calciche medio minerali (Madonna, Acetosella, San Giacomo, Rossa)
  • Acque salso-bicarbonato-alcalino-terrose (Pozzillo)
Foto ricostruita in memoria di Ferdinando e Sarchiapone

Il percorso di Ferdinando attraversava quasi tutta la città con il suo carrettino, trainato dal vecchio ciucciariello Sarchiapone. Lo si incrociava da via Can. Fusco (a’ ret o’ campanar), percorreva Piazza San Giovanni fino a raggiungere Piazza Doria, dove si fermava per qualche ora nei pressi della Villa Comunale, per poi proseguire per via Zurlo.

Il suo carrettino ambulante era un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini, che potevano dissetarsi con acqua fresca a prezzi modici: 500 lire per la bottiglia, 200 lire per il bicchiere (0,258 euro / 0,1032 euro).

Sotto una vecchia cartolina delle Terme di Stabia con le famose bottigliette verdi di Ferdinando.

Con il tempo, Ferdinando era diventato un'istituzione cittadina: aveva conquistato la stima e la fiducia dei suoi clienti, che apprezzavano la sua gentilezza e la qualità della sua acqua. La sua fermata obbligatoria nei pressi dell'edicola di Piazza Doria era un punto di ritrovo per molti, che si fermavano per dissetarsi e scambiare due parole con lui.

Anche se i chioschi degli acquaioli sono ormai scomparsi, il ricordo di Ferdinando rimane vivo nei cuori di chi lo ha conosciuto.
La sua figura rappresenta un pezzo di storia, non solo di Castellammare di Stabia, ma anche del nostro passato, una storia fatta di semplicità, tradizione e genuinità.
Sarebbe bello riscoprire quell’aspetto di vita vissuta, che vive nei ricordi e nella storia. Un modo per non dimenticare le nostre origini e per tramandare alle nuove generazioni la memoria di un mestiere antico e affascinante.

Per mantenere l'acqua alla giusta temperatura, Ferdinando utilizzava un sistema ingegnoso: anfore di terracotta ricoperte da bacchette di ghiaccio, proprio come facevano gli antichi romani, in questo modo, l'acqua si conservava sempre fresca e godibile, anche nei giorni più torridi.

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